i benefici dell export

I benefici dell'export

Perché dovresti decidere di esportare?  Le aziende che esportano registrano mediamente risultati più performanti in termini di crescita, competitività e redditività. 

Introduzione

Il mercato odierno, sempre più globalizzato e connesso, è pieno di opportunità di sviluppo per le imprese italiane. La digitalizzazione, le filiere globali, lo sviluppo di nuove tecnologie hanno eliminato molti ostacoli al commercio internazionale riducendo i costi di trasporto e favorendo uno scambio di informazioni e conoscenze mai visto prima.

La conseguenza principale di questo processo è quella di aver permesso anche alle piccole e medie imprese di potersi avventurare oltre i mercati più noti.

Perché esportare?

Come mai conviene decidere di aprirsi alla via dell’internazionalizzazione d’impresa? Questo processo di apertura verso l’esterno è necessario anche quando le tue performance nazionali sono buone? 

La risposta è sì. Le aziende che esportano registrano mediamente risultati più performanti in termini di crescita, competitività e redditività. 

Crescita.  Secondo dati CERVED le PMI più aperte ai mercati internazionali crescono a ritmi più elevati. Mediamente il 17% in più rispetto a quelle con grado di apertura minore. La spiegazione è piuttosto semplice: limitarsi al mercato nazionale riduce le possibilità di scoprire nuovi mercati profittevoli e nuovi sbocchi per i propri beni o servizi. 

Competitività. Le imprese che operano all’estero sono più competitive rispetto a quelle che circoscrivono la propria attività solamente nel mercato interno. Le competenze maturate in mercati diversi rendono le imprese più produttive e strutturate. Competenze che poi vengono sfruttate anche nel mercato di origine. Se prendiamo come indicatore di riferimento il costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP) nel 2018, il valore è molto più basso nelle imprese che esportano (64,3% vs 72,7%. Ad un valore più basso del CLUP corrisponde una maggiore competitività). 

Redditività. Anche in termini di redditività le imprese a vocazione internazionale mostrano performance migliori. Sempre secondo i dati CERVERD, il ROE ante imposte di queste imprese si attesta mediamente intorno al 13,9% contro il 9,6% delle imprese che operano solo all’interno dei propri confini, con una differenza di oltre il 4% motivato principalmente da maggiori utili.  

L’alta produttività delle imprese aperte al mercato internazionale genera maggiori flussi di cassa (7,4% contro 6,4%). I benefici di flussi di cassa positivi per l’impresa sono molteplici: minori problemi legati al pagamento dei debiti, meno tensione in caso di imprevisti e possibilità di investire in nuove opportunità con più sicurezza. 

Voci Bilancio delle PMI

Se gli indicatori di performance non sono sufficienti da soli a giustificare una scelta così importante, le ragioni per le quali aprirsi ad un nuovo mercato non sono finite qui. In questa sede, infatti, si vuol dare una panoramica generale dei benefici e delle necessità di effettuare di esportare.   

Esportare è necessario

1. Stagnazione del mercato interno

Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, la crescita del PIL in Italia si è attestata sul +0,3%. Meglio l’area Euro che chiude comunque con un modesto +1,2%. Questa situazione è divenuta normale nelle economie avanzate. Con un mercato che cresce sempre di meno, la concorrenza diventa più accanita. Per evitare guerre di prezzo e crescere, l’orientamento verso i paesi emergenti che danno maggiori opportunità diventa una necessità.

2. Saturazione della capacità produttiva e allungamento del ciclo di vita del prodotto

La tua azienda ha una capacità produttiva maggiore di  quanto il mercato interno possa assorbire? Allora questa è una buona ragione per trovare nuovi sbocchi di mercato.

Tutti i prodotti e servizi passano prima o poi per una fase di maturità e successivamente di declino all’interno del proprio ciclo di vita. Esportare vuol dire anche trovare dei mercati in cui il tuo prodotto non era ancora presente o ha un mercato di riferimento più ampio.

3. Diversificazione del rischio

Puntare su un solo mercato ti espone a molti rischi. Il clima economico attuale, caratterizzato da tensioni e instabilità, potrebbe provocare rialzo dei prezzi, tensioni politiche, recessioni. Se il mercato nel quale operi presenta uno dei problemi citati, aumenteranno i rischi di riduzione improvvisa del fatturato. Concentrarsi su diversi Paesi mitiga questo rischio riducendo le perdite.

4. Maggiore benessere del ceto medio nei paesi emergenti

Dopo una prima fase di sviluppo, il ceto medio dei paesi emergenti ha ormai modificato il proprio modello di acquisto, passando da una mera soddisfazione del bisogno alla ricerca di prodotti più sofisticati. I prodotti del Made in Italy soddisfano esigenze più specifiche, raffinate e qualitativamente superiori. Questa è l’occasione giusta per le imprese italiane di intercettare i nuovi bisogni in paesi ad alto potenziale.

5. Rafforzamento di brand awareness e brand reputation 

La presenza dei tuoi prodotti in diversi mercati ha come inevitabile conseguenza che molte più persone verranno in contatto con il tuo brand, imparando a riconoscerlo e a fidelizzarsi. La presenza internazionale ti conferirà, inoltre, l’immagine di un marchio forte e stabile con effetti positivi anche nel mercato di origine.